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日志


6月12日

-

Mi trovavo in quell' appartamento solo da pochi minuti, ma già il mio corpo tremava. Le voci che circolavano su di esso erano più che fondate, perchè lì, tra quelle poche mura, avevo la reale sensazione di essere in un qualche modo osservato.
Agata era rimasta sulla soglia, incapace di muovere un passo su quel tetro palcoscenico. Con non poche esitazioni aveva accettato di accompagnarmi sin li, uno sforzo degno di nota.
La parte, per così dire, peggiore era rappresentata dalla cucina. La finestra era stata murata da tempo, ma l' umidità aveva penetrato la nuova porzione di parete, creando macchie verdastre e color pece, che si diffondevano fin sul soffitto. Le piastrelle del pavimento erano rotte in più punti e macchiate di qualcosa.
Non avevo alcuna intenzione di rimanere lì dentro tutta la sera, perciò estrassi subito la macchina fotografica dalla tasca, puntandola verso le macchie del pavimento. Una sostanza giallognola, che emanava un' odore simile a quello di ammoniaca. Tre o quattro scatti, uno dedicato anche ad una strana macchia d' umidità, sotto alla finestra murata, che pareva quasi avere la forma di una mano.
Il lavandino, colmo di acqua putrida, emanava un' odore terribile. Semi affogati in quella pozza di pece una moltitudine di piatti, bicchieri e posate, talmente sporche da essere incrostate nei punti che emergevano dall' acqua.
Camminando verso il corridoio incappai in una delle macchie giallastre, che aderì alla mia scarpa, insozzandola totalmente.

Faticai a trattenere il vomito.
A metà del corridoio, sulla destra, Agata mi disse che c' era il bagno dell' appartamento. Scostai la porta, che cedette sui propri cardini, collassando contro il bordo della vasca. Fatta eccezione per l' ingresso, il bagno non pareva avere nulla di anomalo, anzi, pareva proprio stonare con le altre stanze. Ogni cosa, dalla vasca al lavandino, era talmente lucida da risplendere alla luce della mia torcia. Le mensole non avevano traccia di polvere, nonostante l' appartamento fosse disabitato da anni. Scattai qualche foto, cercando di esaltare la pulizia di quell' ambiente. Sul bordo della vasca da bagno qualcosa attirò la mia attenzione, un flacone di bagnoschiuma, pieno per tre quarti.

Fu l' etichetta a sorprendermi, la illuminai bene con la torcia elettrica e per poco questa non mi cadde di mano. Sul bordo di quella vasca c' era del Coaffel al cocco, un bagnoschiuma messo in commercio solo da pochi mesi, almeno per quel che ne sapevo. Se era proprietà di un senzatetto, significa che quel morto di fame rinunciava al pane per avere un bagnoschiuma da sei euro. Urlai ad Agata della cosa, ma più per sincerarmi della sua presenza, che non per ottenere qualche chiarimento su quel bagnoschiuma. La ragazzina rispose che non ne sapeva nulla e chiese sua volta se mancava ancora molto. Risposi di no.
Camminando mi accorsi di depositare chiazze gialle lungo il pavimento, quindi le macchie della cucina erano ancora decisamente fresche, nonostante fossero già presenti ai primi rilevamenti.
Ormai non mi mancava che la camera da letto di C., situata sul fondo del corridoio.
La porta era bloccata da qualcosa, si apriva solo di un leggero spiraglio. Forzai dando qualche spinta e riuscì a crearmi un varco, illuminando subito quel che ci stava dietro. L' anta di un armadio.
Il resto del mobile era accasciato contro la parete di fondo della camera.
A terra c' erano ancora alcune chiazze giallastre, accompagnate dal loro tanfo di ammoniaca. Qui però erano molto più definite e pareva quasi vernice, non fosse stato per l' odore. Le evitai con cura.
Il letto era ridotto in uno stato pietoso, poco più di una branda, ma si vedeva che non era sempre stato così. Qualcuno ne aveva smontato - senza troppa cura - i bordi in legno, gettandone a terra le coperte.
Un rumore, proveniente dal bagno, attirò la mia attenzione. Diedi un' ultima scorsa alla camera da letto, poi uscì nel corridoio. Il rumore c' era ancora e somigliava a quello di un dito che gratta contro una qualche superfice. Di topi, salendo le scale della palazzina, ne avevo visti più di uno, quindi entrai senza farmi troppi problemi. Appena misi piede nel bagno il rumore ovviamente cessò. Gettai un' occhiata fugace, puntando la torcia in un paio di angoli, poi mi voltai e morì.

Allo specchio




Non esiste cosa che non venga bramata,
se persino la morte non ne è esclusa.

Seduto e nudo, davanti a quel piatto,
gli occhi chiusi e le mani a coprirli,
come a trattenere l' anima stessa.

Senti una forza, immonda possenza,
assieme ad un odio, che pieno pervade
e il tuo corpo è mezzo, la mente guida.

Un urlo al soffitto fa implodere il piatto
e mentre mille suoi pezzi volano intorno,
gli occhi richiamano le mani... e piangono.

Non esiste cosa che non venga bramata,
se persino la morte non ne è esclusa.

Brami la vita e ti ci aggrappi,
stringendo finchè non sanguina il cuore
e pregando di avere la forza.

Nessuno plachi la mia violenza,
Niente fermi la mia volontà,
che tutti osservino come risorgo
e che facciano spazio al mio cammino.

Monologo




" Senti il veleno aggirarsi intorno "

" ... vedo le pareti vorticare e inalzarsi tronfie, come dei "

" Una luce ti investe, il buio si dipana "

" ... e cadendo a terra sento membra sotto il mio corpo "

" Inali ceneri di fantasmi, non può che farti male "

" ... ma col tempo il corpo reagisce e ne diviene immune "

" Chiudi gli occhi illudendoti di non vedere "

" ... chiudo gli occhi e la stanza decade, le membra contorte "

" Rotoli, respirando cenere, la senti sulle labbra "

" ... ha il gusto inebriante dell' arsenico "

" Veleno addolcito col più dolce dei mieli "

" ... l' orso crolla a terra e le api piovono sull' erba. "

Volo




Indivisibile linea permeata da ciò che vuoi,
costituita da una scia del mio unico sangue
e destinata a divenire confine invalicabile.

Chiuso in una gabbia dorata,
da me ideata e poi creata
con dovizia di dettagli e raffinato gusto.

Nutrendomi di carogne, bevendone la linfa,
prostrato e ansimante, sempre,
prostrato ed ansimante, sempre.

In questa nostra gabbia abbiamo poco spazio
l' apertura cigola, priva di lucchetto,
ma è solo questione di tempo...

IL FABBRO ARRIVA

UN GIORNO LO AVEVI CHIAMATO

POI LO HAI ASPETTATO

ORA E' ARRIVATO

Sono orgasmi mentali quelli che consumi,
vorticando miseramente fra sbarre d' acciaio
e senza mai esserne sazio, come fosse aria.

Lo ricordavi quel coltello, raccoglilo.
Ti attrae quella lama, stringila.
La desideri su di te, accoglila.

Sangue al sangue nella gabbia dorata,
dimenandoti fra le sue luccicanti pareti,
scalciando al vuoto, sudato come un porco.

Tutto è finito, la lama cade a terra.
L' orologio è fermo, la pozza si allarga.
La gabbia decade... l' uccello è libero di volare.

VIVO, SEI VIVO

NON HAI PIU CORDONE

VIVO, SEI VIVO

E UN NUOVO CIELO TI ATTENDE
6月10日

-

" ... ed è così  che accade la prima volta.

          Basta un cenno e il lampo ti stordisce,

     ma non è ancora abbastanza per farti svegliare.

Sei ancora cieco, ma tu non lo sai.

               L' energia inizia a farsi sentire

     e la tua mente è confusa e stordita,

ma è ancora presto per capire

          che in realtà era solo nebbia...

     ... e ne stai uscendo.

               Tutto diventa come sottile patina

traverso la quale fatui fuochi prendon vita

     e non è più folle di quanto non era allora.

Ora tu inizi a pensare,

               la tua mente prende a dubitare

     e ti chiedi se non sia realtà...

          ... fino a quando non comprendi

che non è la realtà quella che ti circonda,

     bensì una riproduzione dettata dal tempo...

... e dallo spazio...

               ... e dalla gente.

     Inutile ostinarsi nel graffiare ciò che è muro,

più conveniente squarciare quel che è velo

          e prepararsi a dimenticare,

     perchè nulla può cambiare "


Senza alcun dubbio



Ogni tanto sei li fermo al solito bivio,
a chiederti qual' è la strada giusta
e a riflettere su quale invece è la migliore.

Spesso la prima punta in una direzione,
mentre la seconda corre altrove e lontano
così che tocca fare mille calcoli o lanciare una moneta.

Fra tutte le strade di quel bivio, tu sei la più giusta
e se anche non fossi la migliore
e se anche fossi piena di buche
e se anche fossi la più lunga e scoscesa...
senza alcun dubbio ne varresti la pena.

Presa la strada con la mia auto,
ben presto dovrò parcheggiarla,
la bici è più comoda per evitare le buche.

Evitando le buche avanzo di molto,
ma giunto alla salita la bicicletta diviene un peso
e così decido di gettarla e continuare a piedi.

Fra tutte le strade di quel bivio io ti ho scelta
e nonostante queste mille buche
e nonostante questa ripida salita
e nonostante il caldo che il corpo mi consuma...
senza alcun dubbio ne vali la pena.

La salita si fa sempre più grave
e il sole già brucia come fuoco,
ma di appigli ne trovo sempre, o me li creo.

Finalmente intravedo la cima
dove la brezza spezza il caldo atroce
e in mezzo all' erba potrò riposare.

Fra tutte le strade di quel bivio io ti ho scelta
e se anche ho perso i miei mezzi
e se anche il cuore ansima dallo sforzo
e se anche la brezza un giorno dovesse finire...
senza alcun dubbio ne sei valsa la pena.


6月9日

Se tu... Solo tu...



Solo tu sai come colpirmi senza far male,
ma a volte un tuo solo tocco diviene tortura.
Dolore immondo è quello che mi dai
e che mi prende, mi avvolge incatena.
Il piacere, frammisto a quel male,
vi succede senza alcuna esitazione,
così che quel male è il più leggero del mondo.

Se tu vuoi io non smetto di aspettare,
se tu credi io non smetto di pensare.
Un pò più di ieri, un pò meno di domani...
  ecco quanto io ti amo.

Solo tu sei sempre la più bella delle belle,
chissà perchè non hai mai paragoni.
Più ti guardo e più non vedo altre che te,
così ti stringo per non perder l' unica rimasta.
Alienante è il pensiero tuo nella mia testa,
eccitata e un pò perversa la mia perenne voglia,
blasfema voglia di possedere un angelo.

Se tu vuoi io non smetto di aspettare,
se tu credi io non smetto di pensare.
Un pò più di ieri, un pò meno di domani...
ecco quanto io ti desidero.




6月8日

ogni volta


A volte è difficile, a volte è una passeggiata. A volte è una pallottola nello stomaco, a volte è un sogno ad occhi aperti. A volte è morte, a volte è vita... ma OGNI volta è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Perchè le ferite si disinfettano in fretta, un pò di 4roses e uno straccio mi sono sufficenti. Vedo sempre in fondo a questa via il mio desiderio avverato, credo in quel desiderio più che in ogni altra cosa e questo sono certo basti per farlo realtà. D' altronde, senza quel desiderio, poche cose aquistano un senso.
6月6日

il trespolo del criceto


LA NUOVA GENERAZIONE

A GUIDA E SOSTEGNO DI QUELLA PASSATA

PERMETTERA' AL MONDO DI EVOLVERE

PERMETTERA' ALLA SOCIETA' DI CRESCERE

ED IL SUO SEGRETO

SARA' LA CULTURA


 
6月5日

Semplice come dire...




ti amo

 

je t'aime

 

ich liebe dich

 

Я тебя люблю

 

I love you

 

ik houd van u

 

私は愛する

 

te quiero

 

사랑해요

 

σας αγαπώ

 

我爱你

 

eu te amo

6月3日

Lui


LUI SA...

E QUEL CHE NON SA, IGNORA...

MA QUEL CHE IGNORA, NON E' IMPORTANTE.


   

Sangue



Sangue, dammi il tuo sangue, bevo il tuo sangue.
Come fosse un raro elisir,
o la a me più preziosa d' ogni linfa vitale.

Respiro affannoso, già sento i tuoi graffi.
Il mio corpo è come pergamena
su cui tu tracci la più misera, magnificente  emozione.

Guardami negli occhi, guardami...
e mentre mi guardi stringimi
e mentre mi stringi mordimi.

 
Sangue, dammi il tuo sangue, bevo il tuo sangue.
Però poi cancello le tracce con la saliva
e non ti lascio più, perchè sei mia.

Mi sento rivoltare il corpo
e già la testa si contorce nel piacere.
Basta un niente e perdo tutto,

basta un niente e ho il mondo in mano.








 

6月2日

SONO TRA NOI



ARMATEVI...

BARRICATEVI...

UNITI...

STRENUAMENTE...

CONTRO...




 

carrubina

 
 
 
vorrei scrivere per te
qualcosa che
che ti dica
beh sto pensando a te
e tu dove sei
se non sei con me
l'amore che cos'e'
e' pensare a te
e vieni a casa mia
quando vuoi
dormirai con me
solo se vorrai

non ti voglio fermare
io ti lascero' andare
c'e' sempre una partenza
stai con me o stai senza
perche' credo che amare
sia lasciar liberi di fare
stai con me o senza me
stai con me
o senza me

vorrei vivere con te
anche solo un giorno dai
mi basterebbe sai
che meraviglia sei
per uno come me
che scappa sempre
da ogni storia che
lega la caviglie

non ti voglio fermare
io ti lascero' andare
c'e' sempre una partenza
stai con me o stai senza
perche' credo che amare
sia lasciar liberi di fare
stai con me o senza me
stai con me

non ti voglio fermare
io ti lascero' andare
c'e' sempre una partenza
stai con me o stai senza
perche' credo che amare
sia lasciar liberi di fare
stai con me o senza me
stai con me
o senza me

Due

 
 
 
Sei come malattia
entri e ti diffondi
drogandomi di te
 
E ti vedo ormai dovunque
per le strade e nelle case
o fra alberi e giardini.
 
Sei un angelo che passa
si divide mille volte
una per minuto in cui penso...
 
" Ti amo "
 
 
Sei come malattia
passi e mi cospargi
avvelenandomi di te.
 
E sento sempre la tua voce
il più bel suono mai udito
e sento sempre la tua voce, in me
 
Sei un angelo che vola
io salto ma non tocco
allora scendi tu e mi porti il paradiso
 
 
Sei come guerra
avanzi e spiani ogni mia via
conquistandomi, sempre
 
E sento sempre la tua mancanza
tranne quando quella manca
perchè tu sei accanto a me
 
Sei un angelo e sei donna
sei in cielo e sei qui con me
ma un pò di inferno non può far male...
 
" no...? "
 
 
E così sei la mia succube
padrona d' ogni vizio
che ogni tuo piacere è il mio
 
Mi mordi e chiudo gli occhi
graffi forte, mi strappi un gemito
mi guardi fisso e mi fai volare
 
Conduci tu la partita
la lingua passa con un respiro
si vede che ti piace e dici...
 
" Ti voglio "
 
 
Ti prendo e ti rivolto
premo forte sul tuo collo
ringhio, stringo, mordo
 
Piano piano scendo
non mi rendo conto
lingua e labbra e saliva
 
Afferro le tua gambe
mi faccio su di te
ringhio, stringo, mordo...
 
" Amore... "